Bando Turismo 2026: fino a 15 milioni per investimenti in efficienza energetica, digitalizzazione e sostenibilità
Il Ministero del Turismo ha pubblicato un nuovo intervento rivolto alle imprese del settore turistico, con una dotazione complessiva di 109 milioni di euro e una struttura agevolativa che combina contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato.
Si tratta di una misura particolarmente interessante per chi intende realizzare investimenti in efficienza energetica, fonti rinnovabili, digitalizzazione, sostenibilità ed ESG, con una finestra di presentazione delle domande aperta dal 15 luglio 2026 al 15 settembre 2026 tramite Invitalia.
A chi si rivolge il bando
Possono accedere alle agevolazioni le PMI e le imprese di grandi dimensioni operanti nei settori turistici ammessi, oltre ad alcune imprese che, pur non avendo come attività principale un codice ATECO turistico, dimostrano di aver realizzato più del 50% del fatturato in attività turistiche negli ultimi esercizi.
Sono ammessi anche i contratti di rete, purché il piano di investimento rispetti i requisiti previsti dal provvedimento.
Per partecipare è necessario essere in regola con gli obblighi assicurativi per calamità naturali ed eventi catastrofali, oltre a possedere gli ulteriori requisiti richiesti dal decreto.
Risorse e agevolazioni
La dotazione disponibile è pari a 109 milioni di euro, di cui 59 milioni destinati al contributo a fondo perduto e 50 milioni al finanziamento agevolato.
Una quota pari al 60% delle risorse è riservata alle PMI, con almeno il 25% destinato a micro e piccole imprese.
Le agevolazioni vengono concesse in un mix predefinito che, nei limiti delle intensità massime previste, prevede il 54% a fondo perduto e il 46% sotto forma di finanziamento agevolato.
Interventi finanziabili
Il bando sostiene programmi di investimento finalizzati soprattutto al miglioramento dell’efficienza energetica e/o alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
Tra gli interventi ammissibili rientrano, ad esempio, coibentazione, sostituzione serramenti, pareti ventilate, climatizzazione passiva, efficientamento dell’illuminazione, impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, miglioramento degli impianti di climatizzazione e riqualificazione energetica di strutture turistiche e centri congressi.
Sono inoltre previsti investimenti “trainati” legati alla digitalizzazione e alla sostenibilità, oltre a spese per consulenze ambientali ed energetiche, entro specifici limiti percentuali.
Restano ammessi anche alcuni interventi accessori, come la sostituzione di pavimenti o rivestimenti con materiali sostenibili e l’installazione di pergotende climatiche in regime de minimis.
Importi e tempi
Ogni programma o piano di investimento deve prevedere spese ammissibili non inferiori a 1 milione di euro e non superiori a 15 milioni di euro.
Il progetto deve essere avviato solo dopo la presentazione della domanda e concluso entro 18 mesi dalla concessione, comunque non oltre il 30 settembre 2028.
Un elemento centrale della misura è la soglia minima del 51% di investimenti trainanti in efficienza energetica, senza la quale l’istanza non può essere ammessa in graduatoria.
Come funziona la selezione
La procedura è a sportello, ma le domande vengono comunque ordinate in una graduatoria basata su criteri tecnici, economico-finanziari e sulle certificazioni possedute dall’impresa.
Tra gli elementi premianti figurano il rating di legalità, la certificazione di parità di genere e alcune certificazioni ambientali come ISO 14001, EMAS, ISO 50001, GSTC e Green Key.
In caso di parità di punteggio, prevale l’istanza con il minor costo.
Documenti da preparare
La domanda richiede una documentazione articolata, che include il modulo di richiesta, il piano di impresa, diverse dichiarazioni sostitutive, le schede tecniche del progetto, la documentazione antimafia quando dovuta, la documentazione antiriciclaggio e la prova della polizza catastrofale.
Per la sostenibilità finanziaria del piano possono essere richiesti anche una lettera bancaria o l’attestazione della disponibilità dei soci.
In presenza di maggiorazioni, occorre inoltre allegare i documenti che le attestano, altrimenti il relativo punteggio non viene riconosciuto.
Perché è un’occasione da valutare subito
er le imprese turistiche, questo bando rappresenta un’opportunità concreta per intervenire su struttura, efficienza energetica, innovazione e competitività, con una combinazione di risorse pubbliche che può alleggerire in modo significativo il fabbisogno finanziario dell’investimento.
La complessità della misura, però, richiede una verifica preliminare accurata: requisiti soggettivi, coerenza tecnica del progetto, copertura finanziaria e completezza documentale sono aspetti decisivi per non compromettere l’accesso alle agevolazioni.
ProLead può aiutarti!
ProLead supporta le imprese nella lettura del bando, nella verifica dei requisiti e nella predisposizione della documentazione necessaria per presentare una domanda solida e coerente con i criteri di valutazione.
Se stai pensando di investire nel turismo, questo è il momento giusto per valutare il progetto con attenzione e trasformare un’opportunità normativa in un piano di sviluppo concreto.
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